Vedo i mondi collimare

opere sostanti sui crotali universali

che irrompono che irradiano

dalla culla dei venti –

posso cercare nelle tasche l’ora

la sconsiderata ammissione di colpe

e nuovo rimango tra il tracciato istinto

tra le vertigini della unica voce –

non è il giorno il mio passo

adoro la notte che illumina

che illumina le pupille –

varco soglie immense

dal precipizio e dell’abisso

vivo l’ombra la passione

la calca dei diseredati

e dal nulla mi traggo

vivace sonante luce

a vibrare a tendere l’immanente.

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