Giochi di luce

dalla calma dai colmi

che svuotano i rosa

di queste case impertinenti-

gioisco in un clamore

di solitudine e fuliggine

il coltello e il fucile ho riposto

sento variare le ore dentro

questa stanza vecchia

dove l’estate s’insinua

muore o vive?

Non c’è nulla oltre

il corpo immaginifico

e la sua anima riposta –

girovaghi i giorni

accendono le voci sempiterne.

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