Giglianti mimici iridi

che scuotono lo sguardo

di rimando ad andare

come luce specchiante

oh opera del cielo

giorni passati a cercare

un motivo un motivetto

una sola parola

a sperare a rimanere

contuso illuso gelivo

nella limpidezza del trascorrere

memore nel cerchio del tempio

or guazzabuglio di contrito essere

e qui dal nulla sorgo

una metastasi che ricordo

nascosta bene nel tuorlo della pupilla –

ora sospiro

cerco le nuvole

tramo di non essere

e guado me stesso

non pago, orrendo.

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