Lettera a un malato di mente

Sei folle, affollato da pensieri devastanti. Senti l’urlo della tua anima che giace componendo illogici accostamenti.

Tremi, tremi mentre cammini per la città, le allucinazioni non ti danno tregua, rovistano nelle tue viscere.

E caro amico mio, ti capisco, ti canto come unguento che lenisce, parlane al cielo e agli alberi della tua malattia, il loro silenzio sarà l’unica tua risposta. 

Un lutto della mente, il silenzio che si deve davanti a una tomba, ma sfruttando la malattia come i venti nelle navi a vela, potrai salpare e andare verso lidi che hanno sabbia che riluce, chiosando luce.

Tu non sei che il primo passo verso un centro invisibile, che si sta creando, un bozzolo per una nuova forma. Sei l’evoluzione che nessuno si aspettava e io ti amo, perché porti un po’ di gioia folle nelle misere vite di chi non ha mai sorpassato alcuna linea.

Si perché una volta che ci si è bagnati nella fonte della follia non si può tornare indietro, come un occultista.

E quindi ti saluto, sii grato per il tuo malessere, ti ha dato un punto di vista nuovo.

Addio.

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