Perso composto di insulti

come un Cristo allontanato

fondo del mondo –

riverbero delle cose

che sgranano i sassi

gli danno luce –

sono immerse nei guadi

gli occhi di creta delle statue

piove dentro me

dall’abisso dei limpidi sguardi

sono ritorto come un ulivo

nell’uliveto argentato

e sogno d’essere sognato

nella culla dei rimpianti

cado formandomi –

a questo mondo lascio parole

per sentire il giogo dei miei simili

ho contato le ore per il suicidio

mostro l’orologio al licantropo

oppresso tradito ricolmo d’odio

resto affusolato nel primo istante

e mondo mormoro la voce di un derelitto.

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