L’ombrare maestoso

d’una calma sospeso

genera la vita

la grandine di proiettili

la luce delle bombe

non sanno niente

i muri dei condannati

quasi non avvengano

cieli neri sulle strade di Londra

componimenti fruibili solo per pazzi

io sono la forma del pappagallo

la voce della balena

l’onta immensa e la custodita aurora

non pensate al gioco che io faccio

non guardate dove guardano i miei occhi

la giravolta dei semi d’acero

mi rapisce mi inocula bellezza

e dai giorni che sbocciano

raccolgo teschi di pane raffermo

nella vecchia casa

nel cortile nel vortice

son sospeso in un dolore di brina

anche se l’estate batte alla porta

nascondo formiche in ragnatele

non porgo la domanda

ceno con il bianconiglio

alla destra del Buddha del rimpianto

ordito di trama bruciante.

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